Sole sul tetto dei palazzi in costruzione

Cari appartamenti dei palazzi in costruzione,

Vi vedo, grezzi e acerbi, adornati di badili, secchi e cazzuole, con i vuoti a perdere delle Peroni ammucchiati in un angolo; posso annusare i vostri effluvi di intonaco fresco e resine poliuretaniche. Continua a leggere

Annunci

Sole, litio e amore

Dal Sole alle ruote, passando per un succo concentrato di ioni di litio ad alta tecnologia: una soluzione efficace, pulita e matura per macinare chilometri a chilometro zero. Può riassumersi così l’esperienza della mia prima estate da elettromobilista. Continua a leggere

Il Cosmo, i suoi Gemelli ed io

Gli occhi sbarrati nel cuore di una notte settembrina. L’incipit stampato nella mente. Il buio cosmico della camera da letto ribolle della spiritualità che ha plasmato i miei anni giovanili, senza la quale non sarei quello che sono. Un Dio troppo umano, un po’ filosofo in erba e un po’ scienziato pasticcione, nella Notte dei Tempi imbastisce un esperimento, dubitando forse persino di sé stesso. Due pianeti allo specchio, uguali ma diversi, scaraventati dal destino, o dal caso, o da coscienti volontà, verso due esiti opposti. Continua a leggere

Apologia del cambiamento climETICO

Questo post anticipa alcuni dei temi (nel titolo e in grassetto nel testo) trattati nel mio romanzo I Gemelli del Cosmo (AltroMondo Editore, 2019).

Si è soliti dire che la vita umana non ha prezzo. Se ciò è vero, e lo è, come può essere quantificata la perdita risultante dall’estinzione del genere umano? Non mi riferisco al valore monetario (non avrebbe senso) ma a quello astratto, immateriale, al valore misurabile, se possibile, con i canoni della filosofia o della spiritualità. Continua a leggere

Greta mani di forbice

Cominciamo con due domandine facili facili. La prima: è più semplice chiudere mille rubinetti o uno solo? La seconda: vi viene chiesto di risolvere rapidamente un problema importante, e avete due opzioni, convincere con le buone qualche miliardo di individui riottosi o obbligarne poche migliaia usando la forza della legge, quale scegliereste? A corollario di queste domande ve ne propongo provocatoriamente un’altra, pregandovi di completare la lettura del post prima di raccomandare un trattamento sanitario obbligatorio per il suo autore: preferite le soluzioni semplici o quelle stramaledettamente complicate? Continua a leggere

La schiuma dell’iceberg

Ogni fiume ha la sua pena. La schiuma biancastra che nelle ultime settimane ha invaso il fiume Sacco per decine di chilometri del suo corso ha portato la mia terra, la Ciociaria, alla ribalta dei media nazionali, sollevando un’ondata di sdegno e di proteste che ha pochi precedenti nell’ambito delle mobilitazioni ambientaliste locali. Continua a leggere

Il collasso secondo Stefano

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 10 ‘nati dalla terra e dall’acqua’, Pellegrini Editore, gennaio-giugno 2018. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

******

A forza di aspettarne l’arrivo, il collasso, alla fine, arrivò.

Averlo pensato, preconizzato, abbozzato, anticipato per tanti anni non servì a niente. Perché il collasso, quando arriva, passa sopra a tutto e a tutti, e tu non puoi scansarti, non puoi osservarlo da uno schermo come un drone mentre filma uno tsunami. Perché il collasso è un pugno nello stomaco, ti leva i sensi e ti obbliga a vivere il qui e l’oggi. Quando arriva, il collasso ti fa improvvisamente smettere di scrutare il futuro, perché il collasso è il futuro. Continua a leggere

La buccia della Terra (Epilogo)

Il panorama immobile dominato dal verde scuro dei boschi, appena increspato dalla rifrazione della radiazione solare che cadeva in picchiata dalla sommità del cielo, aiutò Katrin a riflettere in quella torrida giornata di luglio, facendole dimenticare per un po’ gli acciacchi dell’età.

Seduta sulla sua sedia a dondolo di vimini, si stava chiedendo per quale misteriosa ragione in quei settant’anni trascorsi dalla fulminea apparizione della sfera d’argento non era mai stata assalita dal dubbio che le cose potessero andare in maniera diversa da come poi effettivamente andarono. Chi più chi meno, tutti gli abitanti delle due comunità, che col tempo si amalgamarono miracolosamente dando vita ad un raro esempio di melting pot riuscito, dovettero in cuor loro ad un certo punto ammettere che i consigli dispensati quel giorno dall’emissario di Superbrain furono dettati da pragmatico, saggio raziocinio. Ma il dubbio aveva periodicamente roso la mente di ognuno di loro ogni qualvolta si dovettero confrontare con le sempre più frequenti bizzarrie del clima o con la penuria di risorse di vario genere da cui erano di tanto in tanto afflitti. In quei frangenti immancabilmente riaffiorava l’indole predatrice della specie umana, che si sovrappone in maniera inconsapevole e quasi impalpabile all’istinto di sopravvivenza. E allora, di bocca in bocca si propagavano i soliti logori ritornelli che lamentavano l’impossibilità di convivere armoniosamente con una natura che si voleva ad ogni costo ridipingere matrigna. Continua a leggere

La buccia della Terra (Fotoni)

La presenza umana, seppure estremamente contenuta, era quasi d’intralcio ad Anchorage. Le strade della città pullulavano di robot di ogni foggia e dimensione; fra di essi, molti androidi, perlopiù con avvenenti fattezze femminili, dichiaratamente messi lì per rendere l’ambiente urbano più umanizzato e gradevole alla vista.

Grazie alla presenza della gigantesca server farm – alias Superbrain – cresciuta a dismisura nei cento anni precedenti, il capoluogo dell’Alaska era divenuto un centro nevralgico per la civiltà dei Siliron, crocevia delle competenze tecniche ed informatiche più avanzate. Le infrastrutture elettroniche, i server, i cavi, le connessioni e l’infinità di diavolerie che avevano contribuito a creare quel mostruoso cervello che tutto conosceva e tutto (o quasi) poteva, necessitavano di manutenzione continua, possibile solo con sforzi immani e immani risorse. Continua a leggere

Keep calm and read Picco per capre

 

È da tre anni che leggo articoli divulgativi di Jacopo Simonetta e di Luca Pardi; credo di non esagerare dicendo che da allora la mia limitatissima comprensione dei guai che affliggono questo nostro mondo ne ha beneficiato non poco.

Entrambi ne sanno molto più di me praticamente su tutto, ma non è tanto dal loro sapere specialistico che ho tratto giovamento, quanto dalla capacità rara di mettere in relazione temi apparentemente distanti, di interconnettere problemi complessi per la cui soluzione tendiamo ad affidarci ad occhi chiusi ai superesperti di turno, bravissimi nel parcellizzare pezzi di realtà operando su di ciascuno di essi per mezzo di raffinate tecniche chirurgiche. Peccato che una tale pretesa risulta fallace nella misura in cui nell’iperconnesso mondo contemporaneo quei pezzi si parlano, si scambiano feedback in continuazione e in modo spesso imprevedibile e inatteso, e dunque oggi sempre di più l’iperspecializzazione non è in grado di risolvere i problemi ma anzi spesso li aggrava accumulando complessità inestricabili e ingestibili, o ne crea di nuovi. Per questo, leggere Jacopo che inquadra l’ecologia con le lenti della termodinamica e Luca che analizza il nesso invisibile fra crisi economica e disponibilità di energia è stato per me come respirare a pieni polmoni in un panorama culturale troppe volte dominato da un’opprimente asfissia mentale. Continua a leggere