Che clima c’è nel sindacato?

There are no jobs on a dead planet

Lo scorso ottobre questo blog aveva pubblicato una lettera aperta alla leader della CGIL Susanna Camusso, invitando il più grande sindacato italiano a fare la sua parte nella battaglia per il contrasto ai cambiamenti climatici mediante la promozione del disinvestimento dalle compagnie legate allo sfruttamento di carbone, petrolio e gas dai fondi pensione complementari dei lavoratori delle aziende private.

E’ con molto piacere che pubblico di seguito la risposta della CGIL, pervenuta il 25 novembre (NB: prima dello svolgimento della COP21), a firma del Coordinatore della Segreteria Generale Antonio Granata. Alla risposta seguono alcune mie considerazioni tendenti a far sì che la sollecitazione iniziale non resti lettera morta. Continua a leggere

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Lettera a una sindacalista

Gentile Sig.ra Camusso,

Scrivo a lei quale leader del più grande sindacato italiano, convinto del ruolo insostituibile della sua organizzazione nella tutela dei diritti dei lavoratori e nel promuovere i valori di equità e giustizia sociale, troppo spesso messi brutalmente in discussione dai poteri forti dell’economia e della finanza. Le scrivo da privato cittadino senza etichette né bandiere, certo di interpretare l’opinione di tante donne e uomini che hanno a cuore il futuro dei nostri giovani e dei loro figli, messo a repentaglio forse mai come ora nella storia da minacce globali da far tremare i polsi.

Il 2015, anche grazie al messaggio dirompente dell’enciclica papale Laudato Si’, potrebbe essere ricordato come l’anno in cui la consapevolezza degli immani rischi legati ai cambiamenti climatici ha raggiunto una vasta fetta dell’opinione pubblica in tutto il mondo. In Italia, il caldo soffocante della torrida estate appena terminata, la crescente siccità e la violenza degli eventi temporaleschi che hanno colpito molte regioni del Paese hanno fornito una chiara anticipazione degli scenari a cui stiamo andando rapidamente incontro a causa dell’impatto delle emissioni di gas serra nell’atmosfera conseguenti alla crescita impetuosa dell’economia globale avvenuta in particolare dal dopoguerra in avanti.

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