Il NIMBY ci seppellirà

Ormai mi è chiaro. Cristallino, direi. Atteggiarsi a consapevoli profeti di sventura, limitarsi ad un attivismo meramente divulgativo delle catastrofi assortite a cui stiamo andando incontro, condito magari da un generico appello a una riconversione degli stili di vita, porta applausi e pacche sulle spalle, ma non sposta di una virgola lo status quo. Le stanche giaculatorie con la lista dei tragici errori di un’umanità da troppo tempo affetta dal delirio di onnipotenza non fanno che arenarsi nelle secche di un’ancestrale riluttanza verso il cambiamento. Ciò che fa la differenza in termini di impatto del ragionamento e di consenso sono i NO e i SI che diciamo.

Continua a leggere

Provare per vivere

Se cercavamo un grimaldello che ci schiudesse un mondo nuovo, un’alternativa desiderabile che i nostri sensi potessero assaporare e che anzi li facesse ridestare da un lungo letargo, beh, ora si è palesata. Chiara come l’acqua dei canali di Venezia, tersa come l’aria che di notte ci fa apparire Venere brillante come non l’avevamo mai visto, leggiadra come un giovane cervo che attraversa placido le strade deserte di una grande città. Si è manifestata così l’evidenza che una vita che dia sollievo all’anima è possibile, e ci si para davanti allo specchio, sfidandoci con risoluta dolcezza a ricominciare come prima, se ne saremo capaci. Continua a leggere

Fratelli uccelli

“Consegnare gli uccelli all’oblio significa dimenticare di chi siamo figli”
(Jonathan Franzen, La fine della fine della terra)

Quando uno dei miei figli era piccolo, mi divertivo a fingere di saper tradurre il cinguettio degli uccelli. Mi piaceva fargli credere che con il loro canto gli uccelli volessero intessere un dialogo con lui, facendolo sentire importante e al tempo stesso parte del magico mondo della natura. Non so in che misura quel dolce inganno facesse presa sul bambino di allora, ma credo che oggi che è un giovane uomo potrà ricordarlo con la tenerezza che si addice alle memorie dell’infanzia perduta. Continua a leggere

Adattarsi a un Clima Inadatto

Il testo che segue è la trascrizione (con alcuni ritocchi) della mia relazione introduttiva al Convegno organizzato dal Circolo Legambiente di Frosinone dal titolo “Adattarsi a un Clima Inadatto – Strategie locali di resilienza per fronteggiare la crisi climatica”, che si è tenuto a Frosinone il 17 ottobre 2019.

===============

Anzitutto, vorrei spiegare il perché questo convegno. Il clima è diventato mainstream, finalmente… Quando alcuni anni fa ho cominciato ad approfondire questa tematica, non avrei immaginato una così rapida crescita dell’interesse verso il cambiamento climatico. L’umanità ha di fronte a sé un rischio immenso, mai sperimentato prima. La grande accelerazione (nel consumo di risorse, nell’aumento della popolazione) ci sta portando a cozzare violentemente contro i limiti biofisici del pianeta. Due secoli di uso massiccio e sconsiderato delle fonti fossili hanno portato la CO2 atmosferica a livelli mai raggiunti da quando l’uomo è sulla Terra. Continua a leggere

Della futurocrazia

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 11 ‘ragione/s-ragione’, Pellegrini Editore, luglio 2018-giugno 2019. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

******

Nell’antica Grecia, la culla per antonomasia della democrazia occidentale, c’era un luogo particolarissimo dove, per dirla con lo storico Georges Minois, autore del saggio Histoire de l’avenir. Des prophètes à la prospective, “il futuro irrompe nel presente per dettargli le sue decisioni”.

Quel luogo era Delfi, dimora sacra dell’oracolo di Apollo, meta dei viaggi di moltitudini di sacerdoti, diplomatici e membri delle istituzioni delle città greche per i quali il responso oracolare, da semplice guida che era in origine, finì in qualche modo col divenire il fondamento delle decisioni politiche che venivano adottate. Continua a leggere

Il Cosmo, i suoi Gemelli ed io

Gli occhi sbarrati nel cuore di una notte settembrina. L’incipit stampato nella mente. Il buio cosmico della camera da letto ribolle della spiritualità che ha plasmato i miei anni giovanili, senza la quale non sarei quello che sono. Un Dio troppo umano, un po’ filosofo in erba e un po’ scienziato pasticcione, nella Notte dei Tempi imbastisce un esperimento, dubitando forse persino di sé stesso. Due pianeti allo specchio, uguali ma diversi, scaraventati dal destino, o dal caso, o da coscienti volontà, verso due esiti opposti. Continua a leggere

Apologia del cambiamento climETICO

Questo post anticipa alcuni dei temi (nel titolo e in grassetto nel testo) trattati nel mio romanzo I Gemelli del Cosmo (AltroMondo Editore, 2019).

Si è soliti dire che la vita umana non ha prezzo. Se ciò è vero, e lo è, come può essere quantificata la perdita risultante dall’estinzione del genere umano? Non mi riferisco al valore monetario (non avrebbe senso) ma a quello astratto, immateriale, al valore misurabile, se possibile, con i canoni della filosofia o della spiritualità. Continua a leggere

Greta mani di forbice

Cominciamo con due domandine facili facili. La prima: è più semplice chiudere mille rubinetti o uno solo? La seconda: vi viene chiesto di risolvere rapidamente un problema importante, e avete due opzioni, convincere con le buone qualche miliardo di individui riottosi o obbligarne poche migliaia usando la forza della legge, quale scegliereste? A corollario di queste domande ve ne propongo provocatoriamente un’altra, pregandovi di completare la lettura del post prima di raccomandare un trattamento sanitario obbligatorio per il suo autore: preferite le soluzioni semplici o quelle stramaledettamente complicate? Continua a leggere