Cosa resterà di questi 40 gradi

Quando la stagione che hai aspettato un anno intero diventa un inferno di fuoco, la vita non è più la stessa, come un ingranaggio ben oliato che di punto in bianco si ingrippa per sempre.

Quando si somma al bruciore di un caldo insopportabile, la luce intensa dell’estate non è più naturale portatrice di buonumore e voglia di vivere, e dunque cessa di essere quel rilassante liquido amniotico in cui immergersi una volta l’anno per rigenerare lo spirito, diventando piuttosto qualcosa di maligno da cui difendersi per sopravvivere, barricandosi in casa con le tapparelle rigorosamente abbassate. Le folte schiere dei depressi, dei fragili, dei poveri di spirito e di tasche, ne subiranno le ripercussioni negative nei mesi a venire, quando saranno nuovamente afflitti dai consueti fardelli. Continua a leggere

Rapa Nui chiama Roma, rispondete!

C’è una scena drammatica del celebre film Rapa Nui che è rimasta impressa nella mia memoria: è il momento in cui, nonostante la strenua resistenza dell’unico isolano che aveva intuito le conseguenze di quel gesto, viene abbattuto l’ultimo albero presente sull’isola. Mi sono sempre chiesto come fu possibile per le élites dei diversi clan che regnavano sull’Isola di Pasqua non rendersi conto che il disboscamento totale e definitivo dell’isola avrebbe segnato il collasso ecologico e lo stesso destino di una popolazione priva di vie di fuga. Al tempo stesso, pensando all’insegnamento recato da quella vicenda, ho sempre sperato che la civiltà occidentale, apparentemente più evoluta di quella che eresse i Moai, possa evitare lo stesso triste epilogo affidandosi alla scienza e alle ben più robuste capacità previsionali da questa fornite anziché a primitivi riti tribali. Continua a leggere

Siccità, la cecità della politica

Stop fonti fossili! ospita un intervento di Francesco Raffa, Coordinatore di Legambiente per la Provincia di Frosinone, sulla pesante crisi idrica di questa torrida estate 2017.

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Legambiente: Siccità, servono politiche lungimiranti nella gestione dell’acqua

Caldo intenso e persistente, prolungata assenza di precipitazioni, mancanza di acqua. Tutti parlano di emergenza, ma ha senso questa definizione nell’attuale contesto climatico? Noi crediamo di no. Ci si ostina a non capire che ciò a cui stiamo assistendo è semplicemente la nuova normalità, destinata a far sentire i suoi effetti pesanti negli anni a venire man mano che i cambiamenti climatici si intensificheranno. Continua a leggere

Il nome dell’iceberg

Qualcosa si muove nelle cupe tenebre della lunga notte antartica. Lontano da occhi umani indiscreti, un presagio sinistro di tragedie future è prossimo a materializzarsi nell’ultimo lembo di terra da cui chi abita questa parte del mondo potrebbe aspettarsi cattive nuove. Santuario remoto e scrigno inaccessibile, luogo estremo in cui la purezza perduta del mondo ancora regna sovrana (eppure sempiterno oggetto delle brame di irriducibili conquistatori), l’Antartide è oggi la sentinella che non ti aspetti, chiamata a registrare con le sue sensibili antenne i destabilizzanti mutamenti dell’ecosfera generati dall’Antropocene. Se è vero che il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del pianeta, come dubitare che gli sconvolgimenti causati da due secoli di frenetica attività umana nell’emisfero boreale abbiano un riflesso in quella sorta di mondo capovolto incastonato in una spessa coltre di acqua dolce allo stato solido? Continua a leggere

Cellulosa elettorale

È tempo di elezioni amministrative in molte città italiane. Svariate tonnellate di cellulosa (quasi sempre vergine) contaminata da coloranti e additivi di sintesi stanno inondando in questi giorni come un fiume in piena ogni anfratto delle città interessate dalla competizione sotto forma di volantini, schede facsimile e santini elettorali. La caratteristica peculiare di un tale tsunami di carta è la sua inutile, tracimante sovrabbondanza, simbolo di una cultura dello spreco che ancora trasuda da una larga fetta dell’ampia platea della politica locale. Continua a leggere

Parole, opere ed emissioni

A beneficio di tutti coloro che non hanno potuto partecipare all’evento, pubblico (con alcuni ritocchi) la mia introduzione all’incontro-dibattito “Un futuro a emissioni zero per Frosinone” che si è tenuto lo scorso 5 maggio in vista delle prossime elezioni comunali.

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Una settimana fa sul quotidiano britannico The Guardian è stato pubblicato un editoriale dal titolo “il global warming è un crimine contro l’umanità”. Un’affermazione forte, che personalmente sottoscrivo in pieno. L’articolo in realtà va anche oltre, sostenendo che “non c’è un crimine più grande contro l’umanità della distruzione sistematica delle condizioni che rendono possibile la vita umana”. Continua a leggere

Una tecnosfera vi seppellirà

Ci si sente piccoli e inoffensivi rispetto alla sconfinata vastità delle terre emerse, delle masse oceaniche e dell’atmosfera che ci sovrasta. Ciò spiega perché molti individui sono sordi alle grida d’allarme sugli sconquassi ambientali provocati dalla frenesia che permea l’odierna civiltà umana. In parte ciò è anche il retaggio mentale di un’epoca affatto lontana, di cui gli anziani sono testimoni diretti, nella quale la popolazione della nostra specie di bipedi era di gran lunga inferiore ai sette miliardi e mezzo appena raggiunti nell’indifferenza generale, e la natura riusciva ancora a metabolizzare efficacemente i prodotti di scarto generati dalle attività umane. Ma la crescita esponenziale del numero di individui e della prosperità verificatesi nel giro di sole due generazioni non poteva dispiegarsi senza un assalto altrettanto esponenziale alle risorse del pianeta, doppiamente irresponsabile in quanto incurante sia della loro finitezza sia delle conseguenze della produzione di residui da smaltire, con il risultato che oggi sempre più persone cominciano ad assaporare l’amaro calice del raggiungimento dei limiti dello sviluppo lucidamente anticipati dal rapporto del Club di Roma quarantacinque anni fa.  Continua a leggere

Pianta che ti passa

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.

(Confucio)

Il divario abissale che separa l’immensità dei problemi dell’ambiente globale dalla capacità dei singoli di incidere su di essi è in grado di annichilire gli sforzi di ciascuno, demotivando finanche le persone più consapevoli e più inclini a non arrendersi di fronte alle minacce che incombono sul genere umano. Cosa possono realisticamente sperare di ottenere il predicamento e le azioni concrete di alcune centinaia di migliaia di donne e di uomini di buona volontà in tutto il mondo di fronte alla micidiale spinta distruttiva di sette miliardi di individui, mossi per la maggior parte da un irrefrenabile desiderio di migliorare i propri standard di vita attraverso il consumo di beni e risorse? Non è un po’ come pretendere di contenere l’innalzamento del livello dei mari rimuovendo l’acqua con dei secchi?  Continua a leggere

Hanno ucciso l’acqua dolce

Molta acqua dovrà passare sotto i ponti prima che la Terra diventerà un ammasso infernale di rocce senza vita come Venere. Stando a quanto dice la scienza, fra qualche centinaio di milioni di anni l’atmosfera terrestre si sarà trasformata in una cappa densa di anidride carbonica e la temperatura del nostro pianeta si sarà innalzata a livelli tali da portare alla completa evaporazione degli oceani. Ma noi non ci saremo, per dirla con le parole di Francesco Guccini, e dunque l’argomento può interessare i geologi o gli studiosi del deep future, non noi qui ed oggi alle prese con mille problemi. Continua a leggere

Il superfreddo di SuperQuark

Egregio Professor Alessandro Barbero,

Non ho saputo resistere alla tentazione di scriverle dopo aver visto la puntata del 30 agosto di SuperQuark. Le pillole di Storia che lei sapientemente dispensa nella sua rubrica “Dietro le quinte della Storia” sono per me l’appuntamento più atteso del programma: il modo gentile e colloquiale con cui lei racconta gli avvenimenti minori e le curiosità del passato mi ha sempre attratto. Sprofondato nella poltrona di pelle rossa, con il suo sorriso sincero e quel gesticolare ampio e variegato accompagnato da continui movimenti del capo, lei riesce a rendere accattivante ogni racconto delle vicende dei nostri avi calamitando l’attenzione dei telespettatori. Insomma, dico davvero, lei mi è simpatico, professore! Continua a leggere