Jurassic Bubble

La designazione di Rex Tillerson, fino a poco fa CEO del colosso petrolifero Exxon, a Segretario di Stato dell’amministrazione Trump ha tutta l’aria di apparire un segno di ritrovata potenza dei giganti delle fonti fossili. La notizia che uno dei massimi esponenti del settore oil&gas assurga a capo della diplomazia della maggiore potenza mondiale può facilmente essere letta come un messaggio muscolare indirizzato ai mercati e all’opinione pubblica dal neoeletto presidente USA. Continua a leggere

Incatenati alla crescita

“…avrà il marmo, e l’angelo che spezza le catene”

Francesco Guccini, Il pensionato

E’ compatibile la crescita economica globale con la lotta al cambiamento climatico? Questo semplice interrogativo, sebbene sia centrale per la comprensione della strada da intraprendere per risolvere il più grave dei problemi che l’umanità ha di fronte, è del tutto marginale nel dibattito pubblico. Continua a leggere

Bye bye brum brum

Quel giorno di ottobre del 2024 nel quale la World Climate Authority (WCA) diede inizio alla sua prima seduta plenaria ad oltranza negli uffici del Segretariato dell’ex IPCC a Ginevra, una cappa densa e opprimente avvolgeva l’aria, mentre i miasmi fetidi che emanavano dalle sponde del Lago Lemano ormai anossico – il cui livello era sceso di due metri rispetto alla media degli ultimi 50 anni – spalmavano una spessa coltre nauseabonda sulla città. La penuria di energia idroelettrica causata dalla prolungata siccità aveva finanche costretto le autorità ginevrine a spegnere il celebre Jet d’eau, simbolo della città svizzera.

Nei due anni precedenti, la sequenza di avvenimenti nella politica internazionale aveva subito un’accelerazione pari a quella con cui stava mutando il clima del pianeta. Dopo l’estate 2022, la prima in cui l’Oceano Artico era divenuto completamente privo di ghiacci, erano seguiti due inverni incredibilmente miti a tal punto che, fra lo sbigottimento degli scienziati, l’estensione e lo spessore del ghiaccio riformatosi nella calotta polare furono ridotti ai minimi termini, fino a che la fragile coltre ghiacciata non resistette alle temperature della primavera 2024, che aveva tutte le sembianze di un’estate. Continua a leggere

Lo spreco secondo Matteo

Non stupisce che un personaggio come Federica Guidi, proveniente direttamente dai piani alti di Confindustria, possa aver fatto, per così dire, un po’ di confusione fra interesse pubblico e interessi privati. Non stupisce neanche che lo scandalo che l’ha costretta alle dimissioni abbia a che fare con il petrolio, visti i rapporti pappa-e-ciccia di questo governo con le lobby delle fonti fossili. Del resto, basta andare indietro a qualche giorno fa per avere qualche indizio rivelatore delle reali intenzioni del governo Renzi su energia e ambiente: nel post su Facebook del Presidente del Consiglio che annunciava la sua visita alla nuova centrale Enel ad energie rinnovabili in Nevada, c’era una frasetta birichina che ha attirato la mia attenzione. Nel ribadire come un disco rotto che “petrolio e gas serviranno ancora a lungo” (Verità Rivelata che non ammette contraddittorio), Matteo Renzi ha aggiunto: “non sprecare ciò che abbiamo è il primo comandamento per tutti noi”, con evidente riferimento al prossimo referendum anti-trivelle. Continua a leggere

2050: Odissea sulla Terra

Il tempo degli umani è scandito dal susseguirsi delle generazioni. L’arco temporale fra una generazione e la successiva, convenzionalmente fissato in 35 anni, dà la misura di come è cambiato il mondo da quando i nostri genitori avevano la nostra età ad oggi. Allo stesso modo siamo portati a guardare al futuro immaginando le vite dei nostri figli quando essi avranno l’età che noi abbiamo oggi. Mi è sembrato allora interessante provare a rivolgere uno sguardo all’anno 2050, cioè ad una generazione da oggi, tentando di estrapolare alcuni dei trend che oggi osserviamo a livello globale in materia di economia, energia ed emissioni di gas serra, con l’obiettivo di prefigurare l’entità delle trasformazioni necessarie a scongiurare gli impatti più gravi dei cambiamenti climatici. Continua a leggere

Che clima c’è nel sindacato?

There are no jobs on a dead planet

Lo scorso ottobre questo blog aveva pubblicato una lettera aperta alla leader della CGIL Susanna Camusso, invitando il più grande sindacato italiano a fare la sua parte nella battaglia per il contrasto ai cambiamenti climatici mediante la promozione del disinvestimento dalle compagnie legate allo sfruttamento di carbone, petrolio e gas dai fondi pensione complementari dei lavoratori delle aziende private.

E’ con molto piacere che pubblico di seguito la risposta della CGIL, pervenuta il 25 novembre (NB: prima dello svolgimento della COP21), a firma del Coordinatore della Segreteria Generale Antonio Granata. Alla risposta seguono alcune mie considerazioni tendenti a far sì che la sollecitazione iniziale non resti lettera morta. Continua a leggere

Lettera a una sindacalista

Gentile Sig.ra Camusso,

Scrivo a lei quale leader del più grande sindacato italiano, convinto del ruolo insostituibile della sua organizzazione nella tutela dei diritti dei lavoratori e nel promuovere i valori di equità e giustizia sociale, troppo spesso messi brutalmente in discussione dai poteri forti dell’economia e della finanza. Le scrivo da privato cittadino senza etichette né bandiere, certo di interpretare l’opinione di tante donne e uomini che hanno a cuore il futuro dei nostri giovani e dei loro figli, messo a repentaglio forse mai come ora nella storia da minacce globali da far tremare i polsi.

Il 2015, anche grazie al messaggio dirompente dell’enciclica papale Laudato Si’, potrebbe essere ricordato come l’anno in cui la consapevolezza degli immani rischi legati ai cambiamenti climatici ha raggiunto una vasta fetta dell’opinione pubblica in tutto il mondo. In Italia, il caldo soffocante della torrida estate appena terminata, la crescente siccità e la violenza degli eventi temporaleschi che hanno colpito molte regioni del Paese hanno fornito una chiara anticipazione degli scenari a cui stiamo andando rapidamente incontro a causa dell’impatto delle emissioni di gas serra nell’atmosfera conseguenti alla crescita impetuosa dell’economia globale avvenuta in particolare dal dopoguerra in avanti.

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