Libertà o morte! (o tutte e due?)

La narrazione prevalente sulle ricette per combattere il cambiamento climatico contempla a mio modo di vedere alcune vistose omissioni, anzi dei veri e propri tabù, questioni a dir poco spinose su cui si preferisce glissare per non pregiudicare – così almeno ci viene detto – il successo comunicativo della necessaria opera di informazione, così da evitare fenomeni di rigetto nei riguardi di messaggi scomodi. Continua a leggere

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Ailanto o Uomo per me pari sono

La vista dalla finestra del mio ufficio è dominata da tre alberi con lunghe foglie composte e dal fusto liscio ed esile, uno dei quali alto circa 10 metri. Le piante affondano le proprie radici nell’intercapedine alta e stretta fra il muro di cinta della palazzina e un capannone artigianale dismesso. È evidente che nessuno può mai averle piantate in un posto simile e che si tratta dunque di vegetazione spontanea. Ogni volta che mi affaccio resto stupito dalla potenza della natura e dalla straordinaria capacità di adattamento di certe specie vegetali. Continua a leggere

La buccia della Terra (Prologo)

“Da qui, messere, si domina la valle

ciò che si vede, è.

Ma se l’imago è scarna al vostro occhio

scendiamo a rimirarla da più in basso

e planeremo in un galoppo alato

entro il cratere ove gorgoglia il tempo”

In volo, Banco del Mutuo Soccorso

Se è vero che tutto ciò che si vede, e quindi è, è già stato detto, scritto e raccontato, tanto vale avventurarsi nelle terre ancora non del tutto esplorate del non è, o del non è ancora, o finanche del non sarà mai. Perché anche se alcune tessere del puzzle del futuro possono già essere facilmente incasellate, l’immagine femminea che apparirà quando il sarà potrà essere declinato al presente e il tempo cesserà di gorgogliare è oggi irrimediabilmente scarna, se non del tutto indecifrabile.

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Non è tutto legno quello che brucia

Dei quattro elementi primordiali, il fuoco è quello che suscita le sensazioni più ambivalenti fin nei meandri dell’animo umano: tepore o flagello, luce magica che squarcia l’oscurità o calore infernale, mezzo di cottura per il cibo che ci nutre o di annientamento della materia tout court, energia utile o dissipata. Quando, attoniti e impotenti, guardiamo alla devastazione provocata dagli incendi boschivi di questa torrida estate italiana, siamo giustamente portati a nutrire l’odio più assoluto verso le fiamme e la loro capacità di annichilire tutto ciò che di sacro incontrano sul loro cammino. Ma per l’umanità delle origini, compenetrata in una natura così spesso ostile, doveva essere molto diverso: una volta appreso il modo per rendere il fuoco inoffensivo, i benefici apportati dalla legna ardente sovrastarono di molto i suoi rischi. L’incanto poetico del Cantico delle Creature sintetizza mirabilmente come veniva visto il fuoco dal comune sentire nelle lunghe ere che precedettero lo sfruttamento delle fonti fossili: Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale enallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Continua a leggere

Cosa resterà di questi 40 gradi

Quando la stagione che hai aspettato un anno intero diventa un inferno di fuoco, la vita non è più la stessa, come un ingranaggio ben oliato che di punto in bianco si ingrippa per sempre.

Quando si somma al bruciore di un caldo insopportabile, la luce intensa dell’estate non è più naturale portatrice di buonumore e voglia di vivere, e dunque cessa di essere quel rilassante liquido amniotico in cui immergersi una volta l’anno per rigenerare lo spirito, diventando piuttosto qualcosa di maligno da cui difendersi per sopravvivere, barricandosi in casa con le tapparelle rigorosamente abbassate. Le folte schiere dei depressi, dei fragili, dei poveri di spirito e di tasche, ne subiranno le ripercussioni negative nei mesi a venire, quando saranno nuovamente afflitti dai consueti fardelli. Continua a leggere

Rapa Nui chiama Roma, rispondete!

C’è una scena drammatica del celebre film Rapa Nui che è rimasta impressa nella mia memoria: è il momento in cui, nonostante la strenua resistenza dell’unico isolano che aveva intuito le conseguenze di quel gesto, viene abbattuto l’ultimo albero presente sull’isola. Mi sono sempre chiesto come fu possibile per le élites dei diversi clan che regnavano sull’Isola di Pasqua non rendersi conto che il disboscamento totale e definitivo dell’isola avrebbe segnato il collasso ecologico e lo stesso destino di una popolazione priva di vie di fuga. Al tempo stesso, pensando all’insegnamento recato da quella vicenda, ho sempre sperato che la civiltà occidentale, apparentemente più evoluta di quella che eresse i Moai, possa evitare lo stesso triste epilogo affidandosi alla scienza e alle ben più robuste capacità previsionali da questa fornite anziché a primitivi riti tribali. Continua a leggere

Siccità, la cecità della politica

Stop fonti fossili! ospita un intervento di Francesco Raffa, Coordinatore di Legambiente per la Provincia di Frosinone, sulla pesante crisi idrica di questa torrida estate 2017.

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Legambiente: Siccità, servono politiche lungimiranti nella gestione dell’acqua

Caldo intenso e persistente, prolungata assenza di precipitazioni, mancanza di acqua. Tutti parlano di emergenza, ma ha senso questa definizione nell’attuale contesto climatico? Noi crediamo di no. Ci si ostina a non capire che ciò a cui stiamo assistendo è semplicemente la nuova normalità, destinata a far sentire i suoi effetti pesanti negli anni a venire man mano che i cambiamenti climatici si intensificheranno. Continua a leggere

Il nome dell’iceberg

Qualcosa si muove nelle cupe tenebre della lunga notte antartica. Lontano da occhi umani indiscreti, un presagio sinistro di tragedie future è prossimo a materializzarsi nell’ultimo lembo di terra da cui chi abita questa parte del mondo potrebbe aspettarsi cattive nuove. Santuario remoto e scrigno inaccessibile, luogo estremo in cui la purezza perduta del mondo ancora regna sovrana (eppure sempiterno oggetto delle brame di irriducibili conquistatori), l’Antartide è oggi la sentinella che non ti aspetti, chiamata a registrare con le sue sensibili antenne i destabilizzanti mutamenti dell’ecosfera generati dall’Antropocene. Se è vero che il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del pianeta, come dubitare che gli sconvolgimenti causati da due secoli di frenetica attività umana nell’emisfero boreale abbiano un riflesso in quella sorta di mondo capovolto incastonato in una spessa coltre di acqua dolce allo stato solido? Continua a leggere

Col SENno del poi

Dopo essersi stracciati le vesti per la decisione di Trump di uscire dall’Accordo di Parigi sul clima, la premiata ditta Calenda & Galletti ha finalmente partorito la nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) destinata a rimpiazzare quella del 2013 che, a rileggerla oggi, sembra scritta dagli amanuensi benedettini. Il nuovo documento, per gentile concessione dei poteri costituiti, è in consultazione pubblica dal 12 giugno per ben un mese, cioè chiunque può inviare i suoi commenti caricandoli da questa pagina del sito del MISE. Forse i tempi così ravvicinati servono ad evitare che anche la nuova SEN diventi obsoleta prima ancora di essere adottata… Continua a leggere

Cellulosa elettorale

È tempo di elezioni amministrative in molte città italiane. Svariate tonnellate di cellulosa (quasi sempre vergine) contaminata da coloranti e additivi di sintesi stanno inondando in questi giorni come un fiume in piena ogni anfratto delle città interessate dalla competizione sotto forma di volantini, schede facsimile e santini elettorali. La caratteristica peculiare di un tale tsunami di carta è la sua inutile, tracimante sovrabbondanza, simbolo di una cultura dello spreco che ancora trasuda da una larga fetta dell’ampia platea della politica locale. Continua a leggere