Jurassic Bubble

La designazione di Rex Tillerson, fino a poco fa CEO del colosso petrolifero Exxon, a Segretario di Stato dell’amministrazione Trump ha tutta l’aria di apparire un segno di ritrovata potenza dei giganti delle fonti fossili. La notizia che uno dei massimi esponenti del settore oil&gas assurga a capo della diplomazia della maggiore potenza mondiale può facilmente essere letta come un messaggio muscolare indirizzato ai mercati e all’opinione pubblica dal neoeletto presidente USA. Continua a leggere

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Se la cultura va sott’acqua

Sono reduce dalla lettura di Qualcosa, là fuori, l’ultimo bellissimo romanzo di Bruno Arpaia che narra di una drammatica migrazione, intorno al 2085, di una massa di disperati verso la Scandinavia con una lunga marcia attraverso un’Europa devastata dai cambiamenti climatici. Il libro inoltre ripercorre la vita del protagonista prefigurando il progressivo deteriorarsi delle condizioni di vita nella quasi totalità del mondo civilizzato lungo l’arco di questo secolo. Uno dei passi più significativi del romanzo descrive vividamente l’impressionante degrado in cui si immagina sia piombata Napoli intorno alla metà del secolo: una città resa invivibile dal caldo, con i prezzi di cibo e acqua alle stelle, in cui regnano l’analfabetismo e il caos, sconvolta quotidianamente da scontri fra gruppi di integralisti cristiani e musulmani, nella quale il Comune allo sbando si trova costretto a vendere la celeberrima statua del Cristo Velato al Museo Nazionale di Nuuk, in Groenlandia.

Ho ripensato a questo episodio, quanto mai verosimile benché frutto unicamente della fervida fantasia dell’autore, leggendo le cronache di questi giorni sulla piena della Senna a Parigi e sulla decisione delle autorità di chiudere il Louvre e mettere al sicuro in via precauzionale le opere d’arte a rischio di inondazione. Continua a leggere

Il viaggio della speranza di Matteo Salvini

Narsarsuaq, Groenlandia, novembre 2120. In un austero ufficio del locale Centro accoglienza profughi alcuni uomini con l’aspetto emaciato, stravolti dal lungo viaggio e dalle privazioni subite, sostavano in attesa dell’identificazione e degli adempimenti di rito. In un’altra stanza, donne e bambini ammassati come sardine venivano rifocillati alla meglio dagli agenti della polizia groenlandese. Il responsabile della struttura, il capitano Ulf Olsvig, sbuffando e borbottando entrò nell’ufficio, si sedette alla scrivania e urlò:

“Allora, italiani pizza-e-mandolino, chi è il capo della truppa?”

Un uomo sulla quarantina alzò la mano e nervosamente rispose: “Sono io, capitano! Alla buonora! Finalmente qualcuno si degna di parlare con noi!”

“Stia calmo, per favore! Pensate forse di essere i primi a venire qui in villeggiatura a visitare la terra dei Vichinghi liberata dai ghiacci? Piuttosto, venga, si sieda qui, signor…” Continua a leggere