Col SENno del poi

Dopo essersi stracciati le vesti per la decisione di Trump di uscire dall’Accordo di Parigi sul clima, la premiata ditta Calenda & Galletti ha finalmente partorito la nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) destinata a rimpiazzare quella del 2013 che, a rileggerla oggi, sembra scritta dagli amanuensi benedettini. Il nuovo documento, per gentile concessione dei poteri costituiti, è in consultazione pubblica dal 12 giugno per ben un mese, cioè chiunque può inviare i suoi commenti caricandoli da questa pagina del sito del MISE. Forse i tempi così ravvicinati servono ad evitare che anche la nuova SEN diventi obsoleta prima ancora di essere adottata… Continua a leggere

Fermate il mondo, voglio piangere! (Prima parte)

Siete amanti dell’avventura? Bene, immaginate di essere stati imbarcati su una navicella spaziale con l’incarico di raggiungere un pianeta lontano anni luce popolato da alieni. Si tratta di una missione ad alto rischio, e giustamente ve la state facendo sotto per la paura. Siete infatti consapevoli che potreste tirare le cuoia per uno dei seguenti motivi: a) c’è il rischio che le scorte di cibo e acqua non siano sufficienti; b) l’aria nell’abitacolo potrebbe ad un certo punto diventare irrespirabile; c) il quadro comandi della navicella è così dannatamente complicato che è sufficiente un piccolo errore di manovra durante la fase di atterraggio per farvi schiantare sul pianeta alieno.

Nell’augurare buona fortuna al coraggioso esploratore, torniamo ora sulla nostra ben più ospitale e confortevole (per ora) navicella, la Terra, e proviamo a traslare la storiella spaziale di cui sopra dalla dimensione individuale a quella collettiva. Continua a leggere

Una tecnosfera vi seppellirà

Ci si sente piccoli e inoffensivi rispetto alla sconfinata vastità delle terre emerse, delle masse oceaniche e dell’atmosfera che ci sovrasta. Ciò spiega perché molti individui sono sordi alle grida d’allarme sugli sconquassi ambientali provocati dalla frenesia che permea l’odierna civiltà umana. In parte ciò è anche il retaggio mentale di un’epoca affatto lontana, di cui gli anziani sono testimoni diretti, nella quale la popolazione della nostra specie di bipedi era di gran lunga inferiore ai sette miliardi e mezzo appena raggiunti nell’indifferenza generale, e la natura riusciva ancora a metabolizzare efficacemente i prodotti di scarto generati dalle attività umane. Ma la crescita esponenziale del numero di individui e della prosperità verificatesi nel giro di sole due generazioni non poteva dispiegarsi senza un assalto altrettanto esponenziale alle risorse del pianeta, doppiamente irresponsabile in quanto incurante sia della loro finitezza sia delle conseguenze della produzione di residui da smaltire, con il risultato che oggi sempre più persone cominciano ad assaporare l’amaro calice del raggiungimento dei limiti dello sviluppo lucidamente anticipati dal rapporto del Club di Roma quarantacinque anni fa.  Continua a leggere

Felicità rinnovabile

Non amo particolarmente le favole, ma quando una storia ha un lieto fine bisogna raccontarla tutta. Dunque, tre settimane fa vi parlavo dell’odissea capitatami con l’attivazione del mio nuovo impianto fotovoltaico con accumulo. Tre mesi di attesa per un allaccio alla rete. Una roba snervante, ma che ora è alle nostre spalle. Poco dopo aver pubblicato il post, giunge l’agognata notizia: la connessione è fissata per il 6 aprile. L’ingegnere che mi ha assistito nella pratica si affretta a confermare l’appuntamento sul portale. Continua a leggere

Burocrazia rinnovabile

Facile dire ‘stop alle fonti fossili, installiamo energie pulite e rinnovabili’. Facile, moderno, e attraente: lascia intravedere un ambiente salubre, aria pulita, paesaggi incontaminati, famiglie felici e aziende che producono ricchezza senza inquinare. Questa, perlomeno, è l’immagine che, complice la pubblicità, affiora nell’immaginario collettivo quando si pensa ad un futuro in cui tutto sarà green e dove petrolio, gas e carbone saranno rimpiazzati da sole, acqua e vento. In realtà le cose sono molto più complicate di come appaiono in uno spot pubblicitario, ma indiscutibilmente l’appeal delle nuove fonti di energia in contrapposizione ai combustibili fossili è forte, ed è la ragione per cui lo slogan che dà il nome a questo blog trova sempre più terreno fertile e orecchie attente e interessate.

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Il superfreddo di SuperQuark

Egregio Professor Alessandro Barbero,

Non ho saputo resistere alla tentazione di scriverle dopo aver visto la puntata del 30 agosto di SuperQuark. Le pillole di Storia che lei sapientemente dispensa nella sua rubrica “Dietro le quinte della Storia” sono per me l’appuntamento più atteso del programma: il modo gentile e colloquiale con cui lei racconta gli avvenimenti minori e le curiosità del passato mi ha sempre attratto. Sprofondato nella poltrona di pelle rossa, con il suo sorriso sincero e quel gesticolare ampio e variegato accompagnato da continui movimenti del capo, lei riesce a rendere accattivante ogni racconto delle vicende dei nostri avi calamitando l’attenzione dei telespettatori. Insomma, dico davvero, lei mi è simpatico, professore! Continua a leggere

La polvere in fondo al dirupo (Seconda Parte)

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 7 ‘Acque’, Pellegrini Editore, gennaio-giugno 2016. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

La Prima Parte del racconto è disponibile a questo link.

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Quella sera, come quasi tutte le sere, Laura inforcò la bici e si recò da una famiglia poco distante. Da giovane aveva studiato da infermiera, ma in realtà aveva dovuto adattarsi ad attività diversificate nel settore dell’assistenza sociale, medica e psichiatrica. Con il disfacimento del servizio sanitario pubblico, c’era un disperato bisogno di professionalità come la sua, variegate e interdisciplinari. Il tempo delle iperspecializzazioni era finito, come del resto tutti i settori a tecnologia avanzata, e questo Laura lo capiva bene specialmente ora che neanche il funzionamento di un dispositivo banale come una pompa idraulica era più garantito.

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La polvere in fondo al dirupo (Prima Parte)

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 7 ‘Acque’, Pellegrini Editore, gennaio-giugno 2016. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

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Credeva di aver pensato a tutto. Nel suo paziente e operoso percorso verso la resilienza, Gilberto aveva adottato le scelte che apparivano più sensate per la sopravvivenza sua e di Laura, la sua compagna di vita. Con un equilibrato mix di tecnologia e ritorno al passato, aveva col tempo individuato le strategie a suo giudizio ottimali che consentivano loro di far fronte alle conseguenze del crollo di quella che un tempo veniva pomposamente chiamata Civiltà.

Tutto era accaduto in una decina d’anni, facendo avverare la profezia di Seneca (celeberrima a pochi, in quanto disdicevole ai più) “la crescita è lenta, la rovina precipitosa”, che in altri termini sta a significare che quando qualcosa comincia ad andare storto, tutto andrà via via sempre più storto fino ad appalesare che quella che all’inizio sembrava una lieve discesa era in realtà l’anticamera di un dirupo. Le economie in default, i cambiamenti climatici fuori controllo, la deplezione delle risorse energetiche fossili e la limitata diffusione di quelle rinnovabili, gli sconvolgimenti sociali endemici, le migrazioni di massa, tutto aveva contribuito ad innescare una spirale negativa perversa ed inarrestabile che aveva presto messo tristemente la parola fine all’illusorio mito del Progresso umano illimitato. Continua a leggere

Se la cultura va sott’acqua

Sono reduce dalla lettura di Qualcosa, là fuori, l’ultimo bellissimo romanzo di Bruno Arpaia che narra di una drammatica migrazione, intorno al 2085, di una massa di disperati verso la Scandinavia con una lunga marcia attraverso un’Europa devastata dai cambiamenti climatici. Il libro inoltre ripercorre la vita del protagonista prefigurando il progressivo deteriorarsi delle condizioni di vita nella quasi totalità del mondo civilizzato lungo l’arco di questo secolo. Uno dei passi più significativi del romanzo descrive vividamente l’impressionante degrado in cui si immagina sia piombata Napoli intorno alla metà del secolo: una città resa invivibile dal caldo, con i prezzi di cibo e acqua alle stelle, in cui regnano l’analfabetismo e il caos, sconvolta quotidianamente da scontri fra gruppi di integralisti cristiani e musulmani, nella quale il Comune allo sbando si trova costretto a vendere la celeberrima statua del Cristo Velato al Museo Nazionale di Nuuk, in Groenlandia.

Ho ripensato a questo episodio, quanto mai verosimile benché frutto unicamente della fervida fantasia dell’autore, leggendo le cronache di questi giorni sulla piena della Senna a Parigi e sulla decisione delle autorità di chiudere il Louvre e mettere al sicuro in via precauzionale le opere d’arte a rischio di inondazione. Continua a leggere

L’insostenibile pesantezza dell’essere longevi

Pubblicato anche sul blog di ASPO Italia Risorse Economia Ambiente

Il mito dell’immortalità è antico quanto l’uomo. Il terribile impatto di ogni essere umano con la morte, la sua ineluttabilità, e il dolore che una vita che si spegne porta con sé hanno rappresentato la sfida per antonomasia all’idea stessa di progresso sin da quando, con l’illuminismo, si faceva strada l’idea che nessun traguardo fosse precluso all’uomo moderno. Perché la morte è in sé stessa il più invalicabile dei limiti che il progresso scientifico e tecnologico ha di fronte. Ma se non hanno potuto sconfiggere la morte, il progresso e la scienza sono riusciti, con sforzi sovrumani, ad alleviare le nostre sofferenze e ad allungare le nostre vite. Con risultati strepitosi, come sappiamo. L’aumento della vita media è stato costante negli ultimi secoli, ed è andato di pari passo con la crescita della ricchezza. Vivere più a lungo è il risultato di una serie di fattori fra i quali un peso via via più rilevante lo hanno avuto le scoperte scientifiche nei campi della medicina e della biologia rese possibili dalla crescente disponibilità di risorse pubbliche e private destinate alla ricerca. Continua a leggere