Jurassic Bubble

La designazione di Rex Tillerson, fino a poco fa CEO del colosso petrolifero Exxon, a Segretario di Stato dell’amministrazione Trump ha tutta l’aria di apparire un segno di ritrovata potenza dei giganti delle fonti fossili. La notizia che uno dei massimi esponenti del settore oil&gas assurga a capo della diplomazia della maggiore potenza mondiale può facilmente essere letta come un messaggio muscolare indirizzato ai mercati e all’opinione pubblica dal neoeletto presidente USA. Continua a leggere

Una lacrima sul clima

Giornalisticamente parlando, il pianto di un potente fa sempre notizia. Per ovvie ragioni si tende a credere che chi, ad esempio un uomo politico, abbia acquisito notorietà grazie al potere che esercita, sia abbastanza freddo e distaccato da saper controllare le proprie emozioni. Per la verità più di qualcuno sospetta che un politico non abbia emozioni tout court. L’incapacità di piangere è in qualche modo associata nell’immaginario collettivo all’alone di cinismo e allo spietato attaccamento al potere che si pensa debbano necessariamente accompagnare chiunque ambisca a raggiungere posizioni di vertice nella società. Continua a leggere

Il superfreddo di SuperQuark

Egregio Professor Alessandro Barbero,

Non ho saputo resistere alla tentazione di scriverle dopo aver visto la puntata del 30 agosto di SuperQuark. Le pillole di Storia che lei sapientemente dispensa nella sua rubrica “Dietro le quinte della Storia” sono per me l’appuntamento più atteso del programma: il modo gentile e colloquiale con cui lei racconta gli avvenimenti minori e le curiosità del passato mi ha sempre attratto. Sprofondato nella poltrona di pelle rossa, con il suo sorriso sincero e quel gesticolare ampio e variegato accompagnato da continui movimenti del capo, lei riesce a rendere accattivante ogni racconto delle vicende dei nostri avi calamitando l’attenzione dei telespettatori. Insomma, dico davvero, lei mi è simpatico, professore! Continua a leggere

La polvere in fondo al dirupo (Seconda Parte)

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 7 ‘Acque’, Pellegrini Editore, gennaio-giugno 2016. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

La Prima Parte del racconto è disponibile a questo link.

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Quella sera, come quasi tutte le sere, Laura inforcò la bici e si recò da una famiglia poco distante. Da giovane aveva studiato da infermiera, ma in realtà aveva dovuto adattarsi ad attività diversificate nel settore dell’assistenza sociale, medica e psichiatrica. Con il disfacimento del servizio sanitario pubblico, c’era un disperato bisogno di professionalità come la sua, variegate e interdisciplinari. Il tempo delle iperspecializzazioni era finito, come del resto tutti i settori a tecnologia avanzata, e questo Laura lo capiva bene specialmente ora che neanche il funzionamento di un dispositivo banale come una pompa idraulica era più garantito.

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La polvere in fondo al dirupo (Prima Parte)

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 7 ‘Acque’, Pellegrini Editore, gennaio-giugno 2016. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

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Credeva di aver pensato a tutto. Nel suo paziente e operoso percorso verso la resilienza, Gilberto aveva adottato le scelte che apparivano più sensate per la sopravvivenza sua e di Laura, la sua compagna di vita. Con un equilibrato mix di tecnologia e ritorno al passato, aveva col tempo individuato le strategie a suo giudizio ottimali che consentivano loro di far fronte alle conseguenze del crollo di quella che un tempo veniva pomposamente chiamata Civiltà.

Tutto era accaduto in una decina d’anni, facendo avverare la profezia di Seneca (celeberrima a pochi, in quanto disdicevole ai più) “la crescita è lenta, la rovina precipitosa”, che in altri termini sta a significare che quando qualcosa comincia ad andare storto, tutto andrà via via sempre più storto fino ad appalesare che quella che all’inizio sembrava una lieve discesa era in realtà l’anticamera di un dirupo. Le economie in default, i cambiamenti climatici fuori controllo, la deplezione delle risorse energetiche fossili e la limitata diffusione di quelle rinnovabili, gli sconvolgimenti sociali endemici, le migrazioni di massa, tutto aveva contribuito ad innescare una spirale negativa perversa ed inarrestabile che aveva presto messo tristemente la parola fine all’illusorio mito del Progresso umano illimitato. Continua a leggere

Incatenati alla crescita

“…avrà il marmo, e l’angelo che spezza le catene”

Francesco Guccini, Il pensionato

E’ compatibile la crescita economica globale con la lotta al cambiamento climatico? Questo semplice interrogativo, sebbene sia centrale per la comprensione della strada da intraprendere per risolvere il più grave dei problemi che l’umanità ha di fronte, è del tutto marginale nel dibattito pubblico. Continua a leggere

Bye bye brum brum

Quel giorno di ottobre del 2024 nel quale la World Climate Authority (WCA) diede inizio alla sua prima seduta plenaria ad oltranza negli uffici del Segretariato dell’ex IPCC a Ginevra, una cappa densa e opprimente avvolgeva l’aria, mentre i miasmi fetidi che emanavano dalle sponde del Lago Lemano ormai anossico – il cui livello era sceso di due metri rispetto alla media degli ultimi 50 anni – spalmavano una spessa coltre nauseabonda sulla città. La penuria di energia idroelettrica causata dalla prolungata siccità aveva finanche costretto le autorità ginevrine a spegnere il celebre Jet d’eau, simbolo della città svizzera.

Nei due anni precedenti, la sequenza di avvenimenti nella politica internazionale aveva subito un’accelerazione pari a quella con cui stava mutando il clima del pianeta. Dopo l’estate 2022, la prima in cui l’Oceano Artico era divenuto completamente privo di ghiacci, erano seguiti due inverni incredibilmente miti a tal punto che, fra lo sbigottimento degli scienziati, l’estensione e lo spessore del ghiaccio riformatosi nella calotta polare furono ridotti ai minimi termini, fino a che la fragile coltre ghiacciata non resistette alle temperature della primavera 2024, che aveva tutte le sembianze di un’estate. Continua a leggere

Se la cultura va sott’acqua

Sono reduce dalla lettura di Qualcosa, là fuori, l’ultimo bellissimo romanzo di Bruno Arpaia che narra di una drammatica migrazione, intorno al 2085, di una massa di disperati verso la Scandinavia con una lunga marcia attraverso un’Europa devastata dai cambiamenti climatici. Il libro inoltre ripercorre la vita del protagonista prefigurando il progressivo deteriorarsi delle condizioni di vita nella quasi totalità del mondo civilizzato lungo l’arco di questo secolo. Uno dei passi più significativi del romanzo descrive vividamente l’impressionante degrado in cui si immagina sia piombata Napoli intorno alla metà del secolo: una città resa invivibile dal caldo, con i prezzi di cibo e acqua alle stelle, in cui regnano l’analfabetismo e il caos, sconvolta quotidianamente da scontri fra gruppi di integralisti cristiani e musulmani, nella quale il Comune allo sbando si trova costretto a vendere la celeberrima statua del Cristo Velato al Museo Nazionale di Nuuk, in Groenlandia.

Ho ripensato a questo episodio, quanto mai verosimile benché frutto unicamente della fervida fantasia dell’autore, leggendo le cronache di questi giorni sulla piena della Senna a Parigi e sulla decisione delle autorità di chiudere il Louvre e mettere al sicuro in via precauzionale le opere d’arte a rischio di inondazione. Continua a leggere

Lo spreco secondo Matteo

Non stupisce che un personaggio come Federica Guidi, proveniente direttamente dai piani alti di Confindustria, possa aver fatto, per così dire, un po’ di confusione fra interesse pubblico e interessi privati. Non stupisce neanche che lo scandalo che l’ha costretta alle dimissioni abbia a che fare con il petrolio, visti i rapporti pappa-e-ciccia di questo governo con le lobby delle fonti fossili. Del resto, basta andare indietro a qualche giorno fa per avere qualche indizio rivelatore delle reali intenzioni del governo Renzi su energia e ambiente: nel post su Facebook del Presidente del Consiglio che annunciava la sua visita alla nuova centrale Enel ad energie rinnovabili in Nevada, c’era una frasetta birichina che ha attirato la mia attenzione. Nel ribadire come un disco rotto che “petrolio e gas serviranno ancora a lungo” (Verità Rivelata che non ammette contraddittorio), Matteo Renzi ha aggiunto: “non sprecare ciò che abbiamo è il primo comandamento per tutti noi”, con evidente riferimento al prossimo referendum anti-trivelle. Continua a leggere

Referendum? quale referendum?

Democrazia = Governo del popolo
Democratico = della Democrazia

Come tutti sanno, il partito oggi dominante in Italia, quello che esprime il Presidente del Consiglio e la maggioranza dei ministri della Repubblica, è il Partito-del-Governo-del-popolo. Ora, la mia inguaribile ingenuità mi spinge a sperare che nelle rare occasioni in cui le sacre norme vergate dai Padri costituenti rendono possibile l’esercizio di forme di democrazia diretta come il referendum, il Partito-del-Governo-del-popolo possa sublimemente inebriarsi del profumo della democrazia, che è – dovrebbe essere – la sua stessa ultima ragion d’essere. Continua a leggere