Il nome dell’iceberg

Qualcosa si muove nelle cupe tenebre della lunga notte antartica. Lontano da occhi umani indiscreti, un presagio sinistro di tragedie future è prossimo a materializzarsi nell’ultimo lembo di terra da cui chi abita questa parte del mondo potrebbe aspettarsi cattive nuove. Santuario remoto e scrigno inaccessibile, luogo estremo in cui la purezza perduta del mondo ancora regna sovrana (eppure sempiterno oggetto delle brame di irriducibili conquistatori), l’Antartide è oggi la sentinella che non ti aspetti, chiamata a registrare con le sue sensibili antenne i destabilizzanti mutamenti dell’ecosfera generati dall’Antropocene. Se è vero che il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del pianeta, come dubitare che gli sconvolgimenti causati da due secoli di frenetica attività umana nell’emisfero boreale abbiano un riflesso in quella sorta di mondo capovolto incastonato in una spessa coltre di acqua dolce allo stato solido? Continua a leggere

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Pianta che ti passa

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.

(Confucio)

Il divario abissale che separa l’immensità dei problemi dell’ambiente globale dalla capacità dei singoli di incidere su di essi è in grado di annichilire gli sforzi di ciascuno, demotivando finanche le persone più consapevoli e più inclini a non arrendersi di fronte alle minacce che incombono sul genere umano. Cosa possono realisticamente sperare di ottenere il predicamento e le azioni concrete di alcune centinaia di migliaia di donne e di uomini di buona volontà in tutto il mondo di fronte alla micidiale spinta distruttiva di sette miliardi di individui, mossi per la maggior parte da un irrefrenabile desiderio di migliorare i propri standard di vita attraverso il consumo di beni e risorse? Non è un po’ come pretendere di contenere l’innalzamento del livello dei mari rimuovendo l’acqua con dei secchi?  Continua a leggere