Amara terra d’India

“Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio”

Fabrizio De Andrè, Preghiera in gennaio

Questo post è dedicato alle vittime di una tragedia collettiva occultata dai media. Se conoscessi tutti i loro nomi ed avessi delle foto che li ritraggono, insieme a queste righe avrei pubblicato, per preservarne il ricordo ed omaggiarne il sacrificio, un collage alla loro memoria, come fanno i giornali e i loro siti web quando vengono celebrate con titoli a nove colonne le vittime incolpevoli di stragi terroristiche o di incidenti aerei. Ma a differenza di quanto accade con gli eccidi o le disgrazie collettive che insanguinano il ricco occidente, i caduti di cui sto parlando, così distanti in tutto e per tutto dal nauseante chiacchiericcio della politica nostrana raccontata quotidianamente dai Tg, sono morti di nascosto e in silenzio, magari vergognandosene, risultando perciò invisibili e destinati a restare nell’anonimato.

Eppure dovremmo tutti inchinarci di fronte al loro sacrificio. E’ per questo che, volendo tentare di arginare l’oblio a cui queste persone sono condannate anche da morte, sono andato a frugare nel web, riuscendo a trovare il nome di uno di loro in carne ed ossa e una storia da raccontare: il nome è quello di Srikrishna Pandit Agee, 41 anni, agricoltore della regione di Marathwada, nell’India centrale, che in un triste giorno di questo mese di maggio 2016 si è incamminato nei suoi campi devastati dall’arsura e si è impiccato ad un albero. Continua a leggere

Fiamme bituminose

L’inferno sulla terra. Proprio come ci si immagina che sia. Come altro si può definire un vasto, possente e indomabile incendio alimentato da forti venti e sostenuto da temperature fino a 32°C in un’area del pianeta dove normalmente in questo periodo dell’anno il termometro è ancora spesso e volentieri sotto lo zero?

Benvenuti all’inferno, o se preferite alle prove generali del futuro prossimo venturo (più prossimo che venturo, per come la vedo io), in cui uno dei protagonisti indiscussi e incontrastati sarà il fuoco. Benvenuti a Fort McMurray, nella provincia dell’Alberta, in Canada, moderno agglomerato urbano circondato da immense distese di foreste di conifere, ai margini di un’area caratterizzata, almeno fino ad ora, da un clima sub-artico. Continua a leggere