Burocrazia rinnovabile

Facile dire ‘stop alle fonti fossili, installiamo energie pulite e rinnovabili’. Facile, moderno, e attraente: lascia intravedere un ambiente salubre, aria pulita, paesaggi incontaminati, famiglie felici e aziende che producono ricchezza senza inquinare. Questa, perlomeno, è l’immagine che, complice la pubblicità, affiora nell’immaginario collettivo quando si pensa ad un futuro in cui tutto sarà green e dove petrolio, gas e carbone saranno rimpiazzati da sole, acqua e vento. In realtà le cose sono molto più complicate di come appaiono in uno spot pubblicitario, ma indiscutibilmente l’appeal delle nuove fonti di energia in contrapposizione ai combustibili fossili è forte, ed è la ragione per cui lo slogan che dà il nome a questo blog trova sempre più terreno fertile e orecchie attente e interessate.

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Jurassic Bubble

La designazione di Rex Tillerson, fino a poco fa CEO del colosso petrolifero Exxon, a Segretario di Stato dell’amministrazione Trump ha tutta l’aria di apparire un segno di ritrovata potenza dei giganti delle fonti fossili. La notizia che uno dei massimi esponenti del settore oil&gas assurga a capo della diplomazia della maggiore potenza mondiale può facilmente essere letta come un messaggio muscolare indirizzato ai mercati e all’opinione pubblica dal neoeletto presidente USA. Continua a leggere

Pianta che ti passa

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.

(Confucio)

Il divario abissale che separa l’immensità dei problemi dell’ambiente globale dalla capacità dei singoli di incidere su di essi è in grado di annichilire gli sforzi di ciascuno, demotivando finanche le persone più consapevoli e più inclini a non arrendersi di fronte alle minacce che incombono sul genere umano. Cosa possono realisticamente sperare di ottenere il predicamento e le azioni concrete di alcune centinaia di migliaia di donne e di uomini di buona volontà in tutto il mondo di fronte alla micidiale spinta distruttiva di sette miliardi di individui, mossi per la maggior parte da un irrefrenabile desiderio di migliorare i propri standard di vita attraverso il consumo di beni e risorse? Non è un po’ come pretendere di contenere l’innalzamento del livello dei mari rimuovendo l’acqua con dei secchi?  Continua a leggere

Hanno ucciso l’acqua dolce

Molta acqua dovrà passare sotto i ponti prima che la Terra diventerà un ammasso infernale di rocce senza vita come Venere. Stando a quanto dice la scienza, fra qualche centinaio di milioni di anni l’atmosfera terrestre si sarà trasformata in una cappa densa di anidride carbonica e la temperatura del nostro pianeta si sarà innalzata a livelli tali da portare alla completa evaporazione degli oceani. Ma noi non ci saremo, per dirla con le parole di Francesco Guccini, e dunque l’argomento può interessare i geologi o gli studiosi del deep future, non noi qui ed oggi alle prese con mille problemi. Continua a leggere

Una lacrima sul clima

Giornalisticamente parlando, il pianto di un potente fa sempre notizia. Per ovvie ragioni si tende a credere che chi, ad esempio un uomo politico, abbia acquisito notorietà grazie al potere che esercita, sia abbastanza freddo e distaccato da saper controllare le proprie emozioni. Per la verità più di qualcuno sospetta che un politico non abbia emozioni tout court. L’incapacità di piangere è in qualche modo associata nell’immaginario collettivo all’alone di cinismo e allo spietato attaccamento al potere che si pensa debbano necessariamente accompagnare chiunque ambisca a raggiungere posizioni di vertice nella società. Continua a leggere

Il superfreddo di SuperQuark

Egregio Professor Alessandro Barbero,

Non ho saputo resistere alla tentazione di scriverle dopo aver visto la puntata del 30 agosto di SuperQuark. Le pillole di Storia che lei sapientemente dispensa nella sua rubrica “Dietro le quinte della Storia” sono per me l’appuntamento più atteso del programma: il modo gentile e colloquiale con cui lei racconta gli avvenimenti minori e le curiosità del passato mi ha sempre attratto. Sprofondato nella poltrona di pelle rossa, con il suo sorriso sincero e quel gesticolare ampio e variegato accompagnato da continui movimenti del capo, lei riesce a rendere accattivante ogni racconto delle vicende dei nostri avi calamitando l’attenzione dei telespettatori. Insomma, dico davvero, lei mi è simpatico, professore! Continua a leggere

La polvere in fondo al dirupo (Seconda Parte)

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 7 ‘Acque’, Pellegrini Editore, gennaio-giugno 2016. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

La Prima Parte del racconto è disponibile a questo link.

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Quella sera, come quasi tutte le sere, Laura inforcò la bici e si recò da una famiglia poco distante. Da giovane aveva studiato da infermiera, ma in realtà aveva dovuto adattarsi ad attività diversificate nel settore dell’assistenza sociale, medica e psichiatrica. Con il disfacimento del servizio sanitario pubblico, c’era un disperato bisogno di professionalità come la sua, variegate e interdisciplinari. Il tempo delle iperspecializzazioni era finito, come del resto tutti i settori a tecnologia avanzata, e questo Laura lo capiva bene specialmente ora che neanche il funzionamento di un dispositivo banale come una pompa idraulica era più garantito.

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La polvere in fondo al dirupo (Prima Parte)

Da “Il piede e l’orma” eBook n. 7 ‘Acque’, Pellegrini Editore, gennaio-giugno 2016. Per gentile concessione dell’Editore e dell’amico Alfonso Cardamone.

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Credeva di aver pensato a tutto. Nel suo paziente e operoso percorso verso la resilienza, Gilberto aveva adottato le scelte che apparivano più sensate per la sopravvivenza sua e di Laura, la sua compagna di vita. Con un equilibrato mix di tecnologia e ritorno al passato, aveva col tempo individuato le strategie a suo giudizio ottimali che consentivano loro di far fronte alle conseguenze del crollo di quella che un tempo veniva pomposamente chiamata Civiltà.

Tutto era accaduto in una decina d’anni, facendo avverare la profezia di Seneca (celeberrima a pochi, in quanto disdicevole ai più) “la crescita è lenta, la rovina precipitosa”, che in altri termini sta a significare che quando qualcosa comincia ad andare storto, tutto andrà via via sempre più storto fino ad appalesare che quella che all’inizio sembrava una lieve discesa era in realtà l’anticamera di un dirupo. Le economie in default, i cambiamenti climatici fuori controllo, la deplezione delle risorse energetiche fossili e la limitata diffusione di quelle rinnovabili, gli sconvolgimenti sociali endemici, le migrazioni di massa, tutto aveva contribuito ad innescare una spirale negativa perversa ed inarrestabile che aveva presto messo tristemente la parola fine all’illusorio mito del Progresso umano illimitato. Continua a leggere

Emergenza, che passione!

Chiunque in questi giorni drammatici abbia dato un’occhiata alla mappa sismica dell’Italia, con quella minacciosa striscia violacea che corre lungo la dorsale appenninica come un brivido lungo la schiena, si sarà chiesto come è stato possibile rimanere collettivamente per decenni con le braccia conserte ad aspettare il prossimo terremoto e contare le sue vittime anziché rimboccarsi le maniche e riqualificare il patrimonio edilizio delle aree a rischio per dotarlo delle caratteristiche antisismiche necessarie ad evitare il ripetersi di simili tragedie.

Perché nel Belpaese non si riesce mai a tradurre in fatti concreti la parola prevenzione, di cui pure ci riempiamo la bocca dopo ogni evento emergenziale? Colpa della malapolitica e del malaffare dilagante, certo, ma sarebbe ingeneroso gettare la croce unicamente addosso all’amministratore locale di turno, ai governi nazionali o agli imprenditori edili. Il fatto è che mentre tutti a parole concordano con il banale vecchio saggio mutuato dalla medicina ‘prevenire è meglio che curare’, nel nostro agire quotidiano si tende quasi invariabilmente a comportarci in maniera opposta, guardando all’hic et nunc invece di pensare ad assicurarci dai rischi che il futuro ci riserva anche in base ad un semplice calcolo delle probabilità. Continua a leggere

Il bacillo s’è desto

Avete presente l’immagine fiabesca della slitta di Babbo Natale con i regali per i bambini trainata dalle renne volanti? Bene, dimenticatela. Nell’era dei cambiamenti climatici che galoppano più velocemente delle stesse renne, i simpatici cervidi non portano regali ai bambini bensì malattie mortali. Siete scioccati da un’affermazione così sconvolgente? Lo sarete ancora di più ora che vi svelo il nome di questa malattia: antrace. Continua a leggere