Con la scienza fra le nuvole

Impalpabili, evanescenti, fuggitive, le nuvole non si smentiscono mai. Quei morbidi fiocchi bianchi privi di sostanza, oggetti d’arte che tanta arte hanno ispirato con le loro mutevoli forme, un tempo dimore di dèi vendicativi armati di saette e oggi palcoscenici di spot pubblicitari di successo, non ne vogliono sapere di lasciarsi afferrare. Neanche dalla scienza indagatrice che sa spaccare il capello in quattro; neanche nell’epoca dei supercomputer e dei big data, che pure di cloud dovrebbero intendersene. A dispetto della loro banalissima composizione chimica – non dovremmo ormai sapere tutto su accadueò? – restano per molti versi un’entità sfuggente, nota per il suo essere non nota. Continua a leggere