Lettera a una sindacalista

Gentile Sig.ra Camusso,

Scrivo a lei quale leader del più grande sindacato italiano, convinto del ruolo insostituibile della sua organizzazione nella tutela dei diritti dei lavoratori e nel promuovere i valori di equità e giustizia sociale, troppo spesso messi brutalmente in discussione dai poteri forti dell’economia e della finanza. Le scrivo da privato cittadino senza etichette né bandiere, certo di interpretare l’opinione di tante donne e uomini che hanno a cuore il futuro dei nostri giovani e dei loro figli, messo a repentaglio forse mai come ora nella storia da minacce globali da far tremare i polsi.

Il 2015, anche grazie al messaggio dirompente dell’enciclica papale Laudato Si’, potrebbe essere ricordato come l’anno in cui la consapevolezza degli immani rischi legati ai cambiamenti climatici ha raggiunto una vasta fetta dell’opinione pubblica in tutto il mondo. In Italia, il caldo soffocante della torrida estate appena terminata, la crescente siccità e la violenza degli eventi temporaleschi che hanno colpito molte regioni del Paese hanno fornito una chiara anticipazione degli scenari a cui stiamo andando rapidamente incontro a causa dell’impatto delle emissioni di gas serra nell’atmosfera conseguenti alla crescita impetuosa dell’economia globale avvenuta in particolare dal dopoguerra in avanti.

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