Chi d’inerzia ferisce…

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“Inertia”, scultura sottomarina dell’artista Jason deCaires Taylor

La classica immagine del treno senza macchinista in folle corsa prossimo a schiantarsi sul fianco di una montagna occupa sempre più di frequente i miei inquieti pensieri. La civiltà umana continua a correre senza pensare dove si sta dirigendo e senza chiedersi perché e cosa la fa correre. A tutti i livelli, da quello della psicologia dei singoli a quello delle dinamiche che guidano le collettività, sembra che cambiare traiettoria sia pressoché impossibile, e che la forza d’inerzia che ci spinge come degli automi a ripetere pedissequamente le solite azioni e a pensare secondo i soliti cliché sia incontrastabile. Per di più, i vincoli posti dai sistemi complessi come quelli che l’umanità ha costruito nei secoli sembrano non lasciare spazio a tentativi di autoriforma radicale. Anche coloro che bramano il cambiamento e osservano con speranza le evoluzioni positive in atto nella società sono spesso portati a ricredersi quando allargano lo sguardo ai sistemi planetari e constatano, esaminando i grandi numeri, l’esasperante lentezza con cui certi trend si fanno strada. Continua a leggere